La storia

La passione per il Sole nasce nel 2005, assieme a quella per le competizioni. L'obiettivo, allora, era quello di partecipare al World Solar Challenge (WSC) in Australia. Viene realizzata una bicicletta a tre ruote (Emilia1), tutta in composito, con pedalata assistita da un motore elettrico alimentato da pannelli solari. Il nostro risulta l'unico team europeo in Australia e riesce a guadagnare il terzo gradino del podio, anche grazie alla forza impressa sui pedali da un'energica squadra ciclistica interamente al femminile.


Due anni dopo, nel 2007, arriva la prima auto italiana interamente solare (Emilia2), una tre ruote da competizione che si lancia di nuovo nell'avventura: 3.000 chilometri di outback australiano. Nonostante stavolta manchi il podio, monopolizzato da quei gruppi supportati dai grandi colossi dell'industria internazionale (Toyota, Ford, GM), la competizione lascia nei suoi costruttori la voglia di puntare più in alto.

Ed è così che nel cuore dell'Emilia Romagna, in quella parte di territorio tra Imola e Maranello, dove si è soliti ascoltare i rombi dei più famosi propulsori, prende avvio un motore completamente diverso, silenzioso e pulito, che da vita ad un quadriciclo elettrico a energia solare (Emilia3), con dimensioni di 4.5x1.8 mt per una altezza di 1.2 (poco diversa, almeno in dimensioni, da una monoposto Ferrari di Formula 1) e un peso di soli 195kg, compreso di batteria, garantito dalla leggerezza dei materiali utilizzati. La velocità massima non supera di molto i 110km/h, ma questo non rappresenta in realtà un grosso limite: nelle lunghe competizioni solari la vittoria finale è garantita dall'efficienza generale, non tanto dalla velocità di punta.

Questo veicolo si dimostra in linea con le più evolute tecnologie per quanto riguarda la parte di acquisizione, gestione, conservazione, recupero ed utilizzo ottimale dell'energia. In altre parole, la componentistica e le soluzioni adottate relative a pannelli solari, commutatori, cablaggi, motori (tutte tecnologie sviluppate all'interno dell'Università di Bologna con il contributo di diversi partner industriali della Regione) ci pongono allo stesso livello dei migliori team internazionali. Al contrario, la scarsità di risorse, acquisite solo via via che si rendevano indispensabili, e i tempi dilatati, fanno si che il veicolo viene progettato e costruito solo per "affinamenti successivi" e questo influenza negativamente le prestazioni, anche se non ha impedito a Emilia 3 di guadagnare podi importanti.

Emilia 3


è per questo che nasce il progetto Onda Solare: iniziando da subito con un approccio di progettazione integrata di metodi, strumenti e competenze vogliamo dimostrare di poter superare questo limite e di poter essere competitivi anche con economie industriali più strutturate della nostra (Stati Uniti, Germania, Giappone). I tempi sono maturi per la prossima sfida, che deve però essere di altro tipo.

È il momento di pensare ad un nuovo futuro, ad un veicolo nuovo: una utilitaria a 4 posti, adatta a circolare per le strade.
È l’ora di Emilia 4…