Ondasolare

World Solar Challenge

Alle 7 del mattino di giovedì 13 ottobre Emilia ed il team al completo (in questi giorni è arrivato anche il team Senza Benza dell’IPSIA Ferrari) sono davanti al padiglione del Darwin Showgrounds dove si tengono le verifiche tecniche dei veicoli che prendono parte al Challenge. E’ necessario che il Committee certifichi la “buona salute ” di Emilia in vista del viaggio nel deserto.

Tutto deve essere conforme ai requisiti tecnici e di sicurezza: vengono verificate la resistenza strutturale, la conformità dei vari impianti ed il peso dei piloti, che vengono zavorrati nel caso pesino meno di 80 kg. Insieme a noi nel padiglione ci sono anche il team di Tokai ed il team olandese di Nuon, con la famigerata solar car Nuna 6. Rimaniamo tutti abbagliati dal rigore e dalla precisione del prototipo giapponese: quando viene sollevata la calotta fotovoltaica, l’interno del telaio è sorprendentemente spoglio e “pulito”. Non c’è quasi un cavo visibile, tutto impeccabilmente perfetto. I Giapponesi si muovono in sincrono intorno alla loro macchina solare. Intanto i giudici  iniziano ad esaminare Emilia. Sono favorevolmente impressionati. Tutto è a posto. Sono curiosi di scoprire la nostra macchina perché è diversa dalle altre. Ed è bella. Il tempo passa e superiamo senza patemi  tutte le “stazioni” di controllo: i giudici sono severi ma affabili e disponibili, il clima è di collaborazione e interesse nei confronti dei partecipanti. Le batterie vengono sigillate perchè nessuno possa imbrogliare e caricarle con altre fonti energetiche diverse dal cocente, spietato sole australiano. Proviamo l’entrata e uscita dal veicolo in 15 secondi. Viene misurata Emilia ed il campo visivo dei piloti: siamo regolari. Finalmente viene apposto il numero 9 sul cupolino ed il badge ufficiale del Challenge sul passaruota. Siamo ufficialmente dentro.

Fuori dal padiglione c’è un banchetto strategico approntato dai pensionati del Darwin Royal Motor Enthusiast Club: con la loro mega griglia scodellano ottimi panini farciti da una specie di salsicciotto/wurstel ricoperto di olio spray e condito con cipolle arrosto e salsine. 2 gustosi dollari. Ci rifocilliamo sollevati: nessuno di noi, vista la levataccia, ha avuto tempo di fare colazione. Masticando felici ci diciamo che anche questa è andata.

Noi torniamo al circuito, con qualche defezione: gli elettronici vanno a casa a riposarsi. Hanno passato la notte in bianco per rifinire dettagli importanti, ed un’altra notte in bianco li aspetta, in collegamento con l’Italia, per sistemare tutti gli aspetti del BMS.

La partenza si avvicina. Domenica alle 8 del mattino.

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