Nella prima parte di questo articolo del Diario di bordo, abbiamo scoperto tutti i cambiamenti che da quest’anno saranno presenti alla Bridgestone World Solar Challenge.
Ma queste modifiche – talvolta radicali – al regolamento e al periodo di gara, come hanno influito su Emilia? In quale modo le nuove norme hanno guidato il team di lavoro nell’evoluzione del nostro ultimo prototipo, passato dalla versione “5” a quella “5.9”?
Partiamo dalle basi.
Dall’edizione 2025 la BWSC ha imposto alle squadre di montare sui propri veicoli dei pacchi batteria che non superino una capacità di accumulo pari a 15 kWh. Ovviamene ci siamo adeguati con una configurazione 16s52p, con una tensione di pacco di 48 V e un peso totale delle parti attive pari a 60 kg, il tutto saldato rigorosamente a mano.

Il secondo aspetto sul quale abbiamo voluto lavorare, a prescindere dalle novità del regolamento, è stato l’upgrade delle sospensioni: del resto, ogni viaggio di 3000 km sotto il sole richiede solide fondamenta.
Per quanto concerne l’avantreno, le sospensioni sono ora realizzate con sistema flexure, progettato attraverso analisi dettagliate su spessore, stratifica e fissaggio, poi testato in laboratorio con vincoli reali.
Il risultato? Una soluzione più leggera, flessibile e affidabile.
Per il sistema di sospensioni posteriori (già premiato alla scorsa Sasol – Solar Challenge 2024), i cambiamenti sono altrettanto rilevanti: braccetti superiori ridisegnati, due barre di torsione in fibra di vetro che offrono maggiore elasticità, e componenti alleggeriti grazie a materiali più performanti e viti in titanio.
Ogni grammo risparmiato è qualche watt in meno consumato!


In mezzo a deserti senza rete, con temperature estreme e regolamenti tecnici da rispettare alla lettera, Emilia 5.9 si è dotata di un vero copilota digitale. Nasce così il framework Helios AI, integrato nel compatto JetSun Kit, basato su NVIDIA Jetson.
Questa intelligenza artificiale funziona completamente offline e utilizza tecniche avanzate come la Retrieval Augmented Generation (RAG) per consultare e spiegare in linguaggio naturale ogni dettaglio del regolamento BWSC.
Ruggero, Morena, o chiunque guiderà Emilia, potrà domandare: “Ehi, a che ora partiamo il giorno 1?”, oppure “quanto a lungo ci dobbiamo fermare ai control stop?” e lei risponderà con tono leggero, umano, sempre pronto.
Nessuna necessità di connessione internet: IA costantemente al servizio di Onda Solare.
L’obiettivo per il futuro è integrare il framework Helios AI con la rete della macchina, rendendo così possibile l’interazione con la vettura e consentire all’intelligenza artificiale la computazione di simulazioni, calcoli e pianificazioni in tempo reale.





Il test di practicality della BWSC e la nostra voglia di rifinire il risultato finale ci hanno motivati a lavorare sodo anche sull’estetica e il comfort di Emilia. Il restyling degli interni ha visto l’uso di materiali come eco-pelle, neoprene e PVC espanso, per un abitacolo più curato, confortevole e funzionale.
Le portiere sono state riviste per leggerezza e robustezza (anche con un rinnovato sistema di chiusura), plancia centrale e cruscotto sono nuovi di zecca e ridefiniti al millimetro.
E poi ci sono quei piccoli, grandi dettagli che rendono l’abitacolo decisamente più accogliente: portaborracce, zona-frigo, porta USB, bocchette dell’aria, e ovviamente la “poltrona d’onore” per Marco the Sheep, la mascotte che ormai è leggenda.


Ma la bellezza di Emilia si è rinnovata non solo negli interni: grazie al lavoro del grafico Danilo D’Annessa, la nostra rossa ha un design della livrea studiato ad hoc, esattamente come il carro che la trasporta quando non corre sulle sue gomme.
Al termine di questa panoramica sui cambiamenti – strutturali ed estetici – di Emilia 5.9 ci sentiamo di affermare che questa non è una semplice auto solare: è un laboratorio su pneumatici, una compagna di viaggio dotata di intelligenza (artificiale), e un simbolo di ingegno collettivo.
Un concentrato di know-how italiano pronto a tagliare in due l’Australia dopo averne divorato il deserto nutrendosi solo del Sole.
Noi siamo pronti.

Emilia 5.9 è frutto del progetto GreenWave, finanziato dall’Unione europea NextGenerationEU attraverso MOST – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile. Tramite la collaborazione con 24 università, il CNR e 24 grandi imprese, MOST ha infatti la missione di implementare soluzioni moderne, sostenibili e inclusive per l’intero territorio nazionale e si occupa di rendere il sistema della mobilità più “green” nel suo complesso e più “digitale” nella sua gestione. Lo fa attraverso soluzioni leggere e sistemi di propulsione elettrica e a idrogeno; sistemi digitali per la riduzione degli incidenti; soluzioni più efficaci per il trasporto pubblico e la logistica; un nuovo modello di mobilità, come servizio, accessibile e inclusiva.