Ondasolare

World Solar Challenge

10178100_10153082657988804_6868391124880287948_n

Il secondo giorno ad Abu Dhabi è iniziato molto prima dell’alba, cosa di certo non insolita quando il tuo riferimento è il sole ed è la mattina degli scrutineering; se poi si aggiunge che hai ricevuto la notizia solo qualche ora prima, non c’è molto tempo per stare nel letto.

Più preoccupati che addormentati siamo arrivati al circuito alle ore 9:32, in orario perfetto, ognuno con un compito ben preciso. Giusto il tempo per un rapido briefing e poi si entra subito nel box per la prima prova, le verifiche sulla parte elettrica. Rispetto al WSC, dove gli scrutineering sono svolti all’interno di un padiglione con zone di accesso strettamente riservate a membri dei team coinvolti, e zone aperte al pubblico (rendendo il tutto molto scenografico), qui “l’impronta” americana da un connotato molto diverso. Di fatto si devono passare sempre le stesse stazioni di controllo, che sono però aperte a tutti, mentre i giudici e il team sono concentrati sul vero tema: la macchina.

La tranquillità e la competenza di Francesco nell’esposizione del progetto elettrico sono stati fondamentali per superare la prima ispezione, ma al controllo successivo, quello della sicurezza, sono dovuti intervenire tutti gli elettrici (Gabriele incluso, nonostante la sua nota preferenza per gli aspetti tecnici piuttosto che didattici) per spiegare le scelte fatte. Nonostante il dispiego di forze del team, è arrivato da parte dell’organizzazione un primo ammonimento: gli scrutinatori hanno infatti ritenuto che l’impianto è stato si progettato e realizzato in modo più che soddisfacente, ma non in conformità al regolamento dell’ADSC. Per questo emetteranno un documento in cui faranno nota di ciò, noi ammetteremo la nostra non conformità, e comunque potremo fare la nostra gara…una soluzione molto politica, ma decisamente di buon senso.

La seconda parte, relativa alle verifiche sulla parte meccanica si è svolta senza problemi, ed in questo è stata fondamentale l’enorme conoscenza di Matteo di tutti i segreti della macchina che lui stesso a progettato. Al termine della registrazione piloti (Ruggero e Matteo, a cui hanno assegnato la solita zavorra), il team ha potuto dedicarsi nuovamente a Emilia, finendo l’assemblaggio dei freni e di altre parti necessarie a superare i prossimi test (che speriamo siano almeno mercoledì).

Adesso è tempo di cena.. con una giornata così impegnativa, dovremo rimediare con una cena all’altezza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *