Ondasolare

World Solar Challenge

Due giorni di assestamento, densi di avvenimenti e sensazioni che tutti ricorderemo.

Come saprete la nostra Emilia 2 non ha viaggiato insieme a noi. La grande cassa è arrivata per via aerea a Sydney: da qui Marco, Ruggero e Gianluca, macinando migliaia di Km attraverso il deserto su di un van con la cassa a rimorchio, sono arrivati a Darwin dopo cinque intensi giorni di viaggio, lungo l’itinerario della gara a ritroso. Arriveranno la sera dell’otto ottobre.

 

 

Stanchi e stravolti, barbe lunghe alla Mad Max (citazione d’obbligo)  e mani sporche, l’orgoglio di avercela fatta e la gioia di rivedere gli altri, il sollievo di avere riportato Emilia 2 tra le braccia del team… Grandi ragazzi! Poi davanti ad una splendida grigliata sul lago salata ecco il racconto del loro viaggio: la lunga strada monotona, il caldo, gli incontri negli “autogrill” desertici (perlopiù energumeni barbuti alla Crocodile Dundee e bistecche), il costo della benzina e soprattutto dell’acqua, gli incendi della secca vegetazione dell’outback, roadtrains e relative vittime animali stese sull’asfalto. Il team ascolta e interroga. Tuttavia i viaggiatori ci rassicurano: non è così terribile come era stato prefigurato loro prima di partire. Si può fare, basta organizzarsi al meglio. Birretta della buona notte. Domani è un altro giorno ( o forse ieri?oggi? il jet lag si fa maledettamente sentire) nell’emisfero australe: domani si va al circuito.

Ma il team, nell’attesa di Emilia 2 in viaggio nel deserto, come ha trascorso questi primi giorni darwiniani? Naturalmente dedicandosi alla preparazione strategica, fisica e mentale in vista della sfida. Dopo essere andati in avanscoperta a sud verso la città di Katherine per definire telemetria ed altimetria della prima parte del percorso, il giorno successivo si è optato per una “gita fuoriporta” al Litchfield Park, splendida area naturale a 100 km da Darwin che si sviluppa lungo un canyon ed una  pianura alluvionale. I colori: rosso, la terra; mille sfumature di verde; l’azzurro del cielo. Un po’ inquietanti i cartelli che ammoniscono sulla presenza massiccia di coccodrilli e gli indicatori di rischio di incendio con lancetta gigante sul rosso. Le principali attrazioni: oltre a migliaia di termitai alti due metri perfettamente allineati in direzione Nord – Sud dalle tenaci termiti magnetiche che così mantengono le loro tane più fresche possibile, nel parco ci sono anche cristalline, fresche, scroscianti, pozze d’acqua balneabile nel bel mezzo della foresta monsonica. Un vero paradiso terrestre, c’è chi cita Laguna Blu, chi spara foto non stop, chi si butta senza esitazione nell’acqua e fatica a venirne fuori. Primo stop a Buly Rockhole, cascatelle sul torrente e piccole vasche naturali in sequenza. Meraviglioso.

Poco lontano ci sono le Florence Falls, ancora più belle: dopo una breve camminata e l’incontro con un ragno grande COSI’, lo scenario si apre su di un anfiteatro roccioso naturale abbracciato dalla foresta; nel lago si gettano cascate imponenti. Lo spettacolo è assicurato da temerari tuffatori aborigeni che si lanciano dall’alto: alcuni di noi li imiteranno con successo, ma da più in basso…Bagni, risate, relax, leggerezza.

Una giornata splendida che ha contribuito a cementare ancora di più la coesione del team e a sgombrare la mente in vista del giorno successivo: l’ingresso di Emilia 2 nel paddock di Hidden Valley.

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