Ondasolare

World Solar Challenge

Qui a Darwin tutto procede senza intoppi secondo le previsioni. Mercoledì mattina Giuseppe Coia e Remo d’Antonio sono arrivati all’Hidden Valley Raceway con Emilia 3: dopo aver riabbracciato questi compagni d’avventura ci siamo subito dati da fare per scaricare le casse di materiale che hanno viaggiato con Emilia 3 all’interno del rimorchio. La vettura, legata e protetta, ha superato brillantemente il mese di navigazione che ha impiegato per arrivare a Melbourne.

Nel pomeriggio abbiamo dato il via ai lavori sulla macchina: Matteo Martignani, il responsabile del telaio e delle sospensioni, ha montato le balestre con le nanofibre, un progetto del prof. Andrea Zucchelli e del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Università di Bologna, e ha effettuato la messa a punto delle sospensioni e dei freni. Ermes Vandelli, meccanico, ha cambiato il fissaggio dei rotori sulle forcelle. Gli elettronici hanno rimontato gran parte dei componenti elettrici e messo in sicurezza il pacco batterie. Hanno poi verificato la qualità del lavoro svolto e selezionato le componenti che possiamo definire “prima scelta” e quelle che andremo a montare in caso di problemi.

Sempre nella giornata di mercoledì abbiamo scoperto che il circuito non sarà aperto alle solar car prima di lunedì. Per questo motivo il nostro team manager Coia si è subito messo all’opera per farci avere la possibilità di testare Emilia 3 su strada entro il weekend. Il suo impegno ci ha garantito, per la mattinata di ieri (giovedì), la visita degli ispettori della motorizzazione australiana che hanno esaminato la vettura: è stata ritenuta conforme alle prescrizioni del codice della strada, per cui ci hanno dato il via libera per provare Emilia 3 su alcune strade a 60 chilometri da Darwin. I lavori sono continuati nel pomeriggio (di giovedì), quando anche il pannello ha preso i primi raggi di sole per verificare il funzionamento delle schede. Per un po’ abbiamo anche pensato di forzare i tempi e mettere la macchina in strada già questa mattina, ma ben presto i tecnici si sono resi conto che per farlo avrebbero dovuto saltare alcuni check necessari. Hanno quindi preferito fare le cose con la giusta calma, dando la precedenza ad altre operazioni: aggiornamento del software dei controller motori, equilibratura delle ruote e controllo del pannello solare. Ora Emilia 3 è in condizione di poter girare su strada: domattina ci sveglieremo di buon mattino, andremo in autodromo a caricare la macchina e raggiungeremo la zona che ci è stata indicata.

Emilia 3 pronta per la prima giornata di test
Emilia 3 pronta per la prima giornata di test

Il paddock si sta animando

e il nostro lavoro è interrotto, di tanto in tanto, dalle visite degli altri team che vengono a fare domande su Emilia 3. Il team di Singapore, alla prima partecipazione al WSC e con ancora la macchina bloccata a Melbourne, è già venuto a trovarci due volte; i colombiani di EAFIT-EPM, con soluzioni discutibili per quanto riguarda il pannello (arseniuro di gallio), ci hanno definito “boss of carbon fiber” e ci guardano con attenzione ogni volta che iniziamo a lavorare su un nuovo particolare. Nella mattinata di oggi sono arrivati anche due team australiani, Sunswift e UWSSolarCar. Mentre i secondi hanno fatto qualche domanda e dato un’occhiata veloce, i primi si sono presentati in massa all’una, costringendoci a scaglionare il pranzo per sorvegliare la macchina e rispondere alle loro domande. A metà pomeriggio sono arrivati anche i malesi di UMPSolar: hanno il box alla nostra sinistra e hanno finito di scaricare dal rimorchio la loro Kilau II nel tardo pomeriggio.

I ragazzi di Sunswift molto interessati a Emilia 3
I ragazzi di Sunswift molto interessati a Emilia 3

 

Erano attesi in serata anche i vincitori delle ultime due edizioni, i giapponesi di Tokai, ma ancora non si sono visti. Tutti quelli che guardano Emilia 3 restano meravigliati dal fatto che ogni particolare delle sospensioni sia realizzato in carbonio, e dal fatto che tutto sia stato progettato da noi. Ogni tanto dobbiamo spiegare che le nostre scelte sono dettate, oltre che dalla mancanza di grandi finanziamenti, anche dalla volontà di applicare il più possibile gli studi fatti al Dipartimento di Ingegneria.

Infine possiamo scrivere che con l’arrivo di Gianluca Filippini, Ruggero Malossi e Giancarlo Rini il team è ormai quasi al completo: mancano solo il telemetrista Mirko Mattioli e Valentina Caravita, che si occuperà della logistica durante la settimana di gara.

 

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