Ondasolare

World Solar Challenge

Questa mattina alle 8.30 ha preso ufficialmente il via il Bridegstone World Solar Challenge 2013.

Questi ultimi tre giorni sono stati molto intensi per preparare Emilia 3 al meglio in vista della traversata del deserto australiano, e anche stasera gli Elettronici hanno lavorato fino alle 21 inoltrate. La giornata di giovedì 3 l’abbiamo trascorsa percorrendo la Cox Peninsula Road più volte, con l’intento di trovare una configurazione che riducesse i consumi senza penalizzare la guidabilità. I test sono stati però interrotti alle 16 per uno scroscio d’acqua, il primo della stagione delle piogge, che ha costretto il team a caricare di corsa Emilia 3 sul rimorchio e a tornare in circuito.

Venerdì 4 siamo rimasti a Hidden Valley per fare ulteriori test sui consumi e provare la qualifica di oggi.

E poi ieri, il gran giorno delle qualifiche. Giro di lancio, giro veloce e rientro ai box facendo inversione a U e percorrendo la corsia riservato alle drag race: una scelta dovuta per preservare le particolari gomme di queste vetture, capaci di percorrere 3000 km andando in rettilineo ma fragilissime se messe alla prova tra curve e tornanti. Partire davanti in questa competizione non è fondamentale, ma sen’altro chi dispone di un mezzo veloce preferisce stare davanti per non dover perdere tempo a superare concorrenti più lenti.

Nel momento in cui è scesa in pista Emilia 3 il miglior tempo l’aveva fatto segnare Luminos, la vettura dell’Università di Stanford. Il nostro Matteo Martignani ha fatto un ottimo giro senza prendere grossi rischi, e la stessa filosofia l’ha seguita il team Nuon Solar Racing, secondo all’edizione del 2011, che con la velocissima Nuna 7 ambisce senza tanti giri di parole alla vittoria finale: gli olandesi hanno terminato alle nostre spalle. Tutto il contrario degli australiani del Team Arrow che tirando allo spasimo hanno ottenuto il miglior tempo con 6 secondi di vantaggio sui Giapponesi della Kogakuin University. A quel punto mancavano i campioni delle ultime due edizioni del WSC, i Giapponesi della Tokai University. Quel che è successo sfiora l’incredibile: nel giro di lancio il loro pilota è andato in testacoda all’ultima curva, finendo nell’erba ma riuscendo a ripartire senza danni. Un errore che sarebbe potuto costare carissimo, ma alla fine ininfluente. In ogni caso sarebbe stato abbastanza così. Invece nel giro successivo, quello “buono”, ha commesso lo stesso errore nel medesimo punto. Questa volta non è uscito di pista ma la macchina ha fatto una mezza piroetta che ha obbligato il pilota, a causa del ridotto raggio di sterzata di questi prototipi, a una serie di manovre per rimettersi nella direzione di marcia.

Per Tokai University si prospetta una gara in salita, essendo partiti 20esimi su 23 equipaggi. Noi di Onda Solare partiamo 12esimi, un risultato che ci soddisfa ma che proveremo a migliorare sul traguardo di Adelaide.

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