Ondasolare

World Solar Challenge

16 ottobre. Ci siamo. Levataccia improponibile, adrenalina a mille. Alle 5 raggiungiamo State Square, il luogo dello start, nel centro di Darwin. Qui le solar car ed i loro equipaggi fanno bella mostra di sè, (cercando di dissimulare la tensione pre partenza…) mentre una folla di curiosi viene a scoprire questa strana creatura che è il World Solar Challenge. Incontriamo una simpatica famiglia emiliana: Cecilia, Claudio ed i tre figli abitano e lavorano a Darwin già da quattro anni. E’ un piacere scambiare impressioni con loro. C’è anche Piero, un barbuto archeologo italiano in pensione che dopo una vita in giro per il Sudest asiatico e l’India ha messo radici qui. Citando Mediterraneo, bel film di Gabriele Salvatores, Italiani: una faccia, una razza. E’ sempre bello incontrarsi. La banda cittadina intona motivettti che accompagnano la partenza delle varie solar car: noi saremo i diciottesimi a sfilare sotto l’arco dello start.

Ci siamo.

Emilia, sciogli le briglie ai tuoi elettroni. La prima tappa è quella che arriva fino a Katherine: qui è posizionato il primo control point. Sono 316 i km da percorrere, 260 m il dislivello da superare in salita. Siamo nei tempi, la nostra media è buona, circa 45 km/h. Molti team rimorchiano le solar car. Noi siamo ancora sulle nostre gomme. Arriviamo alle 16, qui decidiamo di fermarci un’ora e mezza prima dello stop ufficiale per ricaricare le batterie. Andare in salita è faticoso per tutti, anche per Emilia, e domani ci sono altri roventi km che ci aspettano.

Rimaniamo in compagnia del sole, fino al tramonto. Batterie spremute fino all’osso.

Allestiamo il campo, ci rifocilliamo e aspettiamo l’alba. Dalle 6 alle 8 prima della partenza cercheremo di catturare più energia possibile.

Dal secondo control point ci separano circa 300 km. Ci rimettiamo in marcia.

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