Ondasolare

World Solar Challenge

Il quinto giorno di gara è stato difficile per tutti i team.

I primi in classifica, quelli più vicini ad Adelaide, hanno trovato la pioggia, mentre noi che eravamo più indietro ci siamo svegliati con un forte vento freddo e il cielo nuvolo: condizioni che ci hanno fatto compagnia per tutto il giorno. Non sono certo le condizioni ideali per le solar car e il team era doppiamente preoccupato: da un lato di non spremere le batterie, dall’altro di sapere le condizioni meteo del venerdì… sperando volgessero al meglio.

Nonostante le avversità Emilia 3 ha comunque superato due Control Stop. Ruggero è partito alle 8 tenendo la velocità più bassa per non prendere rischi inutili: scelta necessaria dato che a un certo punto sul parabrezza hanno iniziato a cadere delle gocce d’acqua. Alle 10.45 siamo arrivati al Control Stop di Coober Pedy, la polverosa cittadina del South Australia famosa per le miniere di opale, carichi di apprensione: e la foratura della gomma anteriore destra non ci ha certo aiutato a stemperarla. Oltre a ciò il vento era così forte da rendere impossibile l’inclinazione del pannello solare: è stata una fortuna, perché se l’avessimo aperto la macchina si sarebbe riempita di sabbia e polvere in un attimo. Da Coober Pedy al successivo Control Stop di Glendambo, raggiunto alle 15.44 e percorso con una velocità media di 60 km/h, ha guidato Gianluca. Nuovo cambio pilota e Ruggero è ripartito tenendo i 40 km/h, proprio per evitare di assorbire troppa energia dalle batterie.

Alle 18 locali (le 17 di Darwin, dato che il WSC è organizzato sull’ora di della città di partenza), abbiamo concluso la giornata in un’area di sosta accanto a Lake Hart, uno dei laghi salati che si trovano nel South Australia, sperando che il venerdì riservasse condizioni meteo migliori.

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